Dal 1° gennaio 2026 chi ha almeno 3 figli conviventi ha la priorità per il part-time genitori: passare dal tempo pieno al lavoro a orario ridotto. Lo prevede la legge bilancio 2026 (Legge 199/2025, art. 1, commi 214-218). Per l’azienda che concede la trasformazione c’è un vantaggio concreto: fino a 3.000 euro l’anno di sgravio contributivo per due anni.
Il quadro normativo in breve
La norma nasce per favorire la conciliazione lavoro famiglia dei nuclei con più figli. Non sostituisce le altre tutele già esistenti per i genitori — per esempio quelle per chi ha figli conviventi fino a 13 anni o con disabilità ai sensi della legge 104/1992 — ma si aggiunge come priorità specifica per chi ha almeno tre figli conviventi.
Chi può chiedere la priorità
- Lavoratori e lavoratrici dipendenti con almeno 3 figli conviventi
- Fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo
- Nessun limite di età se in famiglia c’è un figlio con disabilità
- La misura vale anche nei casi di adozione e affidamento
Attenzione: restano esclusi i lavoratori domestici (colf, badanti) e gli apprendisti. Se lavori nell’assistenza domestica o in una casa privata, questa priorità non si applica al tuo contratto.
Come funziona in pratica
Puoi chiedere:
- la trasformazione da tempo pieno a part-time, orizzontale o verticale
- oppure, se hai già un part-time, la rimodulazione con una riduzione di orario di almeno 40 punti percentuali
Non è un diritto automatico e incondizionato: è una priorità. Il datore di lavoro deve tenerne conto nella valutazione, ma la richiesta va comunque concordata con l’azienda.
Il vantaggio per l’azienda: lo sgravio contributivo
Se il datore di lavoro concede la trasformazione, ottiene:
- esonero al 100% dei contributi INPS a suo carico (esclusi i premi e i contributi INAIL)
- fino a un massimo di 3.000 euro l’anno, calcolati su base mensile
- per un periodo massimo di 24 mesi dalla trasformazione del contratto
Questo incentivo può aiutarti a convincere il datore di lavoro: non è solo un costo per l’azienda, è anche un risparmio contributivo concreto.
La condizione da rispettare: il monte ore aziendale
Per ottenere lo sgravio, l’azienda non può ridurre il totale delle ore lavorate in azienda. Ci sono due modi per rispettare questa regola:
- assumere un’altra persona — a tempo pieno o parziale — con un orario almeno equivalente a quello che tu riduci (non serve che faccia lo stesso lavoro o abbia la stessa qualifica)
- redistribuire le tue ore su altri dipendenti già presenti in azienda, con il loro accordo
Questo è il punto che spesso complica la trattativa: se l’azienda non trova un modo per compensare le ore, potrebbe essere più restia a concedere la priorità, anche se la legge la prevede.
Domande frequenti
Ho 3 figli, posso chiedere subito il part-time?
Hai la priorità nella richiesta, ma la trasformazione va concordata con il datore di lavoro, che deve anche rispettare la condizione sul monte ore per ottenere lo sgravio.
Vale anche se lavoro come colf o badante?
No. I lavoratori domestici sono esplicitamente esclusi da questa misura.
Devo avere tutti i figli minorenni?
No. Il limite è legato al figlio più piccolo: la priorità vale fino al suo decimo anno di età. Se in famiglia c’è un figlio con disabilità, non ci sono limiti di età.
Funziona anche per gli apprendisti?
No, gli apprendisti sono esclusi, perché il percorso formativo è considerato l’elemento centrale del loro contratto.
Come muoversi in pratica
Prima di parlarne con il datore di lavoro, prepara:
- il numero e l’età dei figli conviventi (o l’eventuale certificazione di disabilità)
- una proposta chiara su orizzontale/verticale e sulla riduzione di orario richiesta
- la consapevolezza del vantaggio economico per l’azienda, da usare nella trattativa
Hai dubbi sulla tua situazione specifica? Passa alla CISAL La Spezia, in via Ugo Foscolo 72 — i nostri operatori sapranno aiutarti.
Articolo redatto a scopo informativo sulla base della normativa vigente. Per una valutazione personalizzata della propria situazione, rivolgiti agli operatori CAF CISAL La Spezia.
