Indennità di malattia dei lavoratori marittimi a La Spezia: quando si blocca

Se lavori a bordo di una nave da crociera o di un traghetto — non come marinaio, ma nei servizi di cabina, ristorazione o pulizie — il tuo datore di lavoro spesso non è la compagnia di navigazione, ma una società esterna che fornisce quei servizi. In alcuni casi, quando ti ammali, l’indennità di malattia INPS può bloccarsi per un problema tecnico che non dipende da te.

Chi rischia l’indennità di malattia bloccata

Molte compagnie di navigazione (traghetti e navi da crociera) non assumono direttamente il personale di bordo per i servizi alberghieri e di ristorazione. Affidano questo compito a società esterne, chiamate concessionarie, che assumono i lavoratori, li retribuiscono e li impiegano a bordo.

Il lavoratore, quindi, ha due soggetti distinti nella sua vita professionale:

  • l’armatore, cioè la compagnia proprietaria della nave;
  • il datore di lavoro reale, cioè la concessionaria che lo ha assunto.

Chi lavora in questo modo è comunque soggetto alla previdenza italiana, con le stesse tutele previste per la generalità dei lavoratori marittimi — almeno sulla carta.

Cosa è cambiato nel calcolo dell’indennità

La Legge di Bilancio 2024 (art. 1, comma 156, L. 213/2023) ha modificato il calcolo dell’indennità di malattia della gente di mare. Per gli eventi di malattia insorti dal 1° gennaio 2024, l’indennità è pari al 60% della Retribuzione Media Globale Giornaliera (RMGG) del mese precedente a quello in cui ti sei ammalato — prima era il 75%.

La Circolare INPS n. 55/2024 ha chiarito che la retribuzione da considerare è quella indicata come “retribuzione teorica” nel flusso Uniemens (la dichiarazione mensile che ogni datore di lavoro invia all’INPS con i dati retributivi e contributivi) relativo al mese precedente l’evento.

Dove nasce il problema

Per la gente di mare esiste un secondo sistema, separato da Uniemens: si chiama Unimare, e serve a comunicare imbarchi, sbarchi e vicende del rapporto di lavoro di chi presta servizio a bordo di una nave — compreso il personale delle concessionarie, non solo l’equipaggio.

Il punto critico è questo: Unimare e Uniemens sono due sistemi diversi, gestiti con logiche diverse. Il nuovo meccanismo di calcolo dell’indennità si aggancia al dato “retribuzione teorica” di Uniemens nel settore marittimo. Se la concessionaria non risulta inquadrata contributivamente in modo coerente con questo settore, l’INPS non trova il dato che gli serve — e l’indennità resta bloccata, anche se il lavoratore ha tutti i requisiti per ottenerla.

In assenza di flussi corretti, l’INPS può comunque liquidare l’indennità in via provvisoria sui minimi contrattuali di categoria (Messaggio INPS n. 157/2024): un importo spesso inferiore a quanto effettivamente spettante, in attesa che il datore di lavoro regolarizzi i dati.

Va detto con onestà: al momento non risulta che questo blocco riguardi in modo sistematico tutti i lavoratori delle concessionarie di bordo. Sono emersi casi concreti legati a specifiche situazioni amministrative, non necessariamente una regola generale. Ma il meccanismo che li genera — il disallineamento tra i due sistemi informatici — è reale e documentato dall’INPS stessa.

Come verificare la tua situazione

Se lavori a bordo per una società di servizi (non per l’armatore direttamente) e temi di trovarti in questa situazione, controlla:

  • chi è il tuo datore di lavoro effettivo in busta paga, e se è inquadrato nel settore marittimo;
  • se, in caso di malattia, l’indennità che ricevi corrisponde a quanto dichiarato dal tuo datore di lavoro, oppure sembra calcolata su importi minimi;
  • se hai ricevuto comunicazioni dall’INPS che parlano di liquidazione “provvisoria”.

Non è un controllo che puoi fare da solo consultando il sito INPS: servono l’estratto contributivo e la lettura tecnica dei flussi trasmessi dal datore di lavoro, cosa che rientra nelle competenze di un patronato.

Cosa fare se l’indennità non arriva o è più bassa del previsto

Se ti trovi in questa situazione, non è detto che tu abbia sbagliato qualcosa: può trattarsi di un problema di comunicazione tra il tuo datore di lavoro e l’INPS, che va verificato e, se necessario, sollecitato o impugnato nei tempi corretti. Aspettare non aiuta: più tempo passa, più diventa complicato recuperare quanto dovuto.

Hai dubbi sulla tua situazione specifica? Passa alla CISAL La Spezia, in via Ugo Foscolo 72. Il nostro Patronato può verificare la tua posizione contributiva e seguire la pratica INPS; il nostro Sindacato può intervenire direttamente nei confronti del datore di lavoro se il problema dipende da comunicazioni mancanti o irregolari.

Articolo redatto a scopo informativo sulla base della normativa vigente. Per una valutazione personalizzata della propria situazione, rivolgiti agli operatori CAF CISAL La Spezia.

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