Il versamento dei contributi INPS del terzo trimestre 2026 per colf, badanti e baby sitter scade il 10 ottobre. Poiché il 10 cade di sabato, il termine slitta a lunedì 12 ottobre 2026. Chi paga con qualche giorno o settimana di ritardo non subisce automaticamente la sanzione più alta: regolarizzando entro 120 giorni si paga solo l’interesse legale, molto più basso.
A chi riguarda questa scadenza
Il versamento riguarda tutte le famiglie e i privati che, nel periodo luglio-settembre 2026, hanno avuto un rapporto di lavoro domestico regolare: colf, badanti, baby sitter. Vale sia per i contratti a tempo indeterminato che per quelli a tempo determinato.
Riguarda anche chi ha assunto o licenziato il lavoratore a metà trimestre: in quel caso si versano i contributi solo per le settimane di servizio effettivo, non per l’intero trimestre.
Come si paga
Il versamento avviene esclusivamente tramite PagoPA, utilizzando uno di questi canali:
- il portale INPS, sezione dedicata al lavoro domestico;
- l’app IO;
- l’home banking della propria banca;
- gli sportelli abilitati di banche e Poste Italiane.
Gli importi dovuti dipendono dalle ore lavorate nel trimestre e dalla retribuzione oraria concordata. Per il 2026 gli importi contributivi orari sono stati rivalutati dell’1,4% sull’indice ISTAT, con fasce che vanno indicativamente da 1,70 a 2,34 euro l’ora (1,24 euro oltre le 24 ore settimanali).
Un esempio concreto: per un rapporto con retribuzione fino a 8,50 euro l’ora e 54 ore settimanali, il contributo trimestrale su circa 702 ore si aggira sui 1.039 euro. Ogni situazione ha una fascia oraria diversa: per il calcolo esatto conviene farsi assistere da un operatore CAF.
Cosa succede se paghi in ritardo
Chi non versa entro il 12 ottobre non deve pensare che scatti subito la sanzione massima. La normativa, aggiornata dal 17 giugno 2026 in base al tasso di riferimento BCE, prevede due scenari diversi.
Se regolarizzi entro 120 giorni dalla scadenza, prima che INPS invii un sollecito o una contestazione, paghi solo l’interesse legale: attualmente il 2,40% annuo. Nessuna maggiorazione aggiuntiva.
Se non regolarizzi entro 120 giorni, oppure se INPS ti contesta il ritardo prima che tu paghi, si applica la sanzione civile piena: il tasso di riferimento BCE maggiorato di 5,5 punti, oggi pari al 7,90% annuo. Questa sanzione non può comunque superare il 40% dei contributi non versati.
Chi ha bisogno di dilazionare il debito può chiedere una rateizzazione, con un interesse di dilazione del 4,40% annuo per i piani presentati dal 17 giugno 2026.
Attenzione ai ritardi superiori a 12 mesi: se il mancato versamento configura evasione contributiva, per esempio perché il rapporto non era mai stato registrato presso INPS, la sanzione sale fino al 30% annuo, con un tetto massimo del 60% della somma dovuta. In questo caso si rischia anche una sanzione amministrativa separata, da 1.500 a 12.000 euro per lavoratore, aumentata di 150 euro per ogni giornata di lavoro effettivo non dichiarata.
Le prossime scadenze da segnare
| Trimestre di competenza | Scadenza versamento |
|---|---|
| III trimestre 2026 (lug-set) | 12 ottobre 2026 |
| IV trimestre 2026 (ott-dic) | 11 gennaio 2027 |
Segnare le scadenze trimestrali in agenda evita del tutto il problema del ritardo.
Domande frequenti
Il 10 ottobre è sabato: ho tempo fino a lunedì?
Sì. La scadenza slitta al primo giorno lavorativo utile, lunedì 12 ottobre 2026.
Se pago con un giorno di ritardo, scatta subito la sanzione del 7,90%?
No. Se regolarizzi spontaneamente entro 120 giorni, prima di eventuali contestazioni, paghi solo il tasso del 2,40%.
Cosa succede se non pago da più di un anno?
Rischi la sanzione per evasione contributiva, più pesante (fino al 60% del dovuto), soprattutto se il rapporto di lavoro non era mai stato registrato.
Nota: i tassi di interesse e sanzione indicati sono aggiornati alle ultime indicazioni disponibili al 17 giugno 2026 e possono variare in base a successive decisioni della Banca Centrale Europea. Per l’importo esatto dovuto nel proprio caso, verificare con un operatore CAF.
Hai dubbi sulla tua situazione specifica? Passa alla CISAL La Spezia, in via Ugo Foscolo 72 — i nostri operatori sapranno aiutarti.
Articolo redatto a scopo informativo sulla base della normativa vigente. Per una valutazione personalizzata della propria situazione, rivolgiti agli operatori CAF CISAL La Spezia.
