Se con la rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali hai saltato una rata, non hai ancora perso i benefici: la decadenza scatta con due rate non pagate, anche non consecutive. Ma ogni versamento successivo viene assegnato prima alla rata arretrata. La scadenza 30 novembre 2026 riguarda la terza rata, senza tolleranza di cinque giorni: per chi è in ritardo è la data decisiva. Per capire come rimediare serve conoscere le regole, quindi vediamole con calma.
Rottamazione quinquies rata saltata: non si decade subito
Per i piani a rate, la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, commi da 82 a 101) prevede la perdita dei benefici in caso di mancato o insufficiente pagamento di due rate, anche non consecutive. Vale anche per l’ultima rata del piano e per il pagamento in unica soluzione.
Quindi, se hai saltato la rata del 31 luglio (o quella del 30 settembre) e hai pagato regolarmente l’altra, sei ancora dentro la definizione agevolata (la “rottamazione”, cioè lo stralcio di sanzioni, interessi di mora e aggio sulle cartelle).
Il meccanismo da conoscere: la rata arretrata passa per prima
Quando versi una rata successiva, il pagamento viene assegnato prima alla rata non pagata più vecchia. Questo è il punto che sfugge a molti: pagare l’importo della rata corrente non basta a mettersi in regola, perché quella somma copre l’arretrato e la rata corrente resta aperta.
Esempio. Una rata vale circa 111 euro (cartella da 6.000 euro in 54 rate bimestrali, interessi del 3% esclusi).
- Luglio saltato, a settembre paghi 111 euro. I 111 euro vanno a luglio. Settembre resta scoperto: hai sempre una rata aperta.
- Luglio saltato, a settembre paghi 222 euro. Copri luglio e settembre: sei in regola.
- Luglio e settembre entrambi non pagati. Hai due rate scoperte: secondo la regola della legge, i benefici sono persi (verifica la tua posizione nell’area riservata).
Se continui a pagare una sola rata alla volta, l’arretrato si trascina fino alla fine del piano. La decadenza può emergere sull’ultima rata, quando il debito scoperto non si può più recuperare.
Cosa fare entro il 30 novembre
1. Entra nell’area riservata dell’Agenzia Entrate Riscossione (AdER) con SPID, CIE o CNS e guarda quali rate risultano pagate.
2. Calcola la somma dell’eventuale rata arretrata più la rata del 30 novembre.
3. Paga entro la scadenza del 30 novembre, con i moduli della Comunicazione delle somme dovute (PagoPA).
4. Conserva la ricevuta e ricontrolla l’area riservata dopo qualche giorno.
Per la quinquies la tolleranza di cinque giorni vale solo per l’unica rata e per l’ultima rata del piano (art. 10, comma 2-bis, DL 38/2026, introdotto dalla L. 88/2026). Per la rata di novembre non c’è: il 30 novembre è un lunedì e il termine è quello.
E se sono già decaduto?
Con la decadenza tornano sanzioni e interessi, riparte la riscossione e i versamenti già fatti restano come acconto sul dovuto. Secondo l’AdER il residuo non può più essere rateizzato con la rateizzazione ordinaria (art. 19 del DPR 602/1973). Su questo punto ci sono letture diverse: prima di decidere fatti controllare la tua posizione, perché dipende dal tipo di carico e da eventuali rateizzazioni già in corso.
Domande frequenti
Se pago la rata di luglio in ritardo, recupero?
Il versamento successivo viene assegnato alla rata arretrata, quindi sì, a condizione di non avere due rate scoperte.
Ho una rottamazione quater in corso?
Ha regole diverse: la rata del 30 novembre ha una tolleranza di cinque giorni, che slitta al 7 dicembre. Controlla ogni piano separatamente.
Come vedo se sono in regola?
Nell’area riservata AdER trovi lo stato di ogni rata. Se non ti tornano gli importi, fatti aiutare prima della scadenza.
Hai dubbi sulla tua situazione specifica? Passa alla CISAL La Spezia, in via Ugo Foscolo 72 — i nostri operatori sapranno aiutarti.
Articolo redatto a scopo informativo sulla base della normativa vigente. Per una valutazione personalizzata della propria situazione, rivolgiti agli operatori CAF CISAL La Spezia.
