Pensionato torna a lavorare a La Spezia: quando l’INPS ti chiede indietro la pensione

Se riprendi a lavorare come dipendente prima che la pensione parta e non lo comunichi all’INPS, dovrai restituire tutte le mensilità ricevute. Lo ha confermato la Cassazione con la sentenza n. 25154 del 9 settembre 2026 (Cassazione 25154/2026). Non conta che il datore di lavoro abbia inviato la comunicazione di assunzione: l’obbligo di avvisare l’INPS è tuo.

Pensionato torna a lavorare: il caso deciso dalla Cassazione

Un lavoratore aveva chiesto la pensione dichiarando di aver smesso di lavorare il 30 aprile. Il 3 giugno ha ripreso a lavorare, senza dirlo all’INPS. La pensione è partita il 1° luglio.

A quella data mancava un requisito essenziale: la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. L’INPS se n’è accorto dopo anni e ha chiesto indietro tutte le mensilità pagate per oltre cinque anni. Tribunale, Corte d’Appello e Cassazione gli hanno dato ragione.

Il pensionato si era difeso così: “L’INPS sapeva tutto, perché il datore aveva inviato l’UNILAV (la comunicazione obbligatoria di assunzione)”. La Cassazione ha respinto questa tesi. L’UNILAV serve ad altro e non sostituisce la comunicazione che deve fare il diretto interessato.

Quando la pensione pagata per errore non si restituisce

Di regola, chi riceve soldi non dovuti deve restituirli (art. 2033 del Codice civile). Per le pensioni esiste una tutela speciale, prevista dall’art. 52 della Legge 88/1989 e dall’art. 13 della Legge 412/1991: in certi casi le somme pagate per errore restano al pensionato.

Secondo la Cassazione, però, servono quattro condizioni insieme:

  • un provvedimento di pensione definitivo;
  • comunicato formalmente al pensionato;
  • un errore commesso dall’INPS;
  • nessun dolo del pensionato, che comprende anche il non aver segnalato un fatto rilevante.

Se manca anche una sola condizione, si restituisce tutto. L’INPS controlla i dati quando presenti la domanda. Non è tenuto a verificare ogni mese se la tua situazione è cambiata: tocca a te comunicarlo.

Quanto puoi rischiare: un esempio

Prendiamo una pensione di 1.600 euro lordi al mese, per 13 mensilità. Fanno 20.800 euro l’anno.

Se l’INPS scopre il problema dopo cinque anni, la richiesta di restituzione può arrivare a circa 104.000 euro. È la situazione in cui si è trovato il pensionato della sentenza.

Il momento più delicato: tra la domanda e la decorrenza

Nel 2026 la pensione anticipata ordinaria richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, senza limiti di età. Per i dipendenti c’è poi una finestra di 3 mesi prima del primo assegno.

Proprio in quei mesi molti ricevono una proposta di lavoro: una stagione nelle Cinque Terre, un contratto a termine al terminal portuale, qualche mese in un negozio del centro. Se firmi un contratto da dipendente prima che la pensione parta, il requisito della cessazione salta. In quel caso parla con il Patronato prima di firmare.

Pensione e lavoro dopo la decorrenza: cosa puoi fare e cosa no

Le regole sul cumulo pensione redditi cambiano molto in base al tipo di pensione.

Tipo di pensionePuoi lavorare dopo la decorrenza?
Vecchiaia e anticipata ordinariaSì, senza limiti di reddito
Quota 100, 102, 103No, fino ai 67 anni. Unica eccezione: lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro lordi l’anno
APE socialeNo. Unica eccezione: lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro lordi l’anno

Per la pensione di vecchiaia e l’anticipata ordinaria, secondo la normativa in vigore, il cumulo con i redditi da lavoro è totale.

Con Quota 103 il rischio è alto. Secondo le indicazioni INPS, anche un solo giorno di lavoro dipendente fa sospendere la pensione per l’intero anno in cui è stato prodotto il reddito.

Un esempio: hai una Quota 103 da 1.900 euro netti al mese. Ad agosto lavori 10 giorni come cameriere in un ristorante a Monterosso. Rischi di perdere la pensione di tutto l’anno, cioè oltre 24.000 euro, per guadagnarne poche centinaia.

Ricorda che Quota 103 non è stata prorogata (Circolare INPS n. 19 del 25 febbraio 2026). Resta però accessibile a chi aveva 62 anni di età e 41 di contributi entro il 31 dicembre 2025.

Per l’APE sociale, prorogata nel 2026, superare il limite dei 5.000 euro comporta la decadenza dal beneficio e il recupero delle somme. Le domande di riconoscimento per quest’anno scadono il 30 novembre 2026.

Ti è arrivata una lettera di indebito INPS: cosa fare

Una lettera di indebito è la richiesta dell’INPS di restituire somme che ritiene pagate senza averne diritto. Non pagare d’impulso e non ignorarla.

  • Hai 90 giorni dalla notifica per presentare ricorso amministrativo al Comitato provinciale INPS. In alternativa, o dopo, puoi rivolgerti al Tribunale, sezione lavoro.
  • Verifica i conti: periodo, importi, eventuali trattenute già fatte.
  • Valuta le difese: se l’errore è stato dell’INPS e tu avevi comunicato tutto, la somma potrebbe non essere dovuta.
  • Rateizzazione: dall’aprile 2026 si può chiedere anche online. Il numero di rate varia in base al tipo di indebito. Attenzione: chiedere le rate può valere come riconoscimento del debito, quindi valuta prima se ci sono motivi per contestarlo.

Domande frequenti

Sono in pensione di vecchiaia: posso lavorare?

Sì. Dopo la decorrenza puoi lavorare come dipendente o autonomo, senza limiti di reddito.

Ho Quota 103 e mi offrono un lavoretto: cosa posso fare?

Solo lavoro autonomo occasionale, fino a 5.000 euro lordi l’anno. Qualsiasi contratto da dipendente, anche breve, fa scattare la sospensione della pensione per l’anno.

Il mio datore ha comunicato l’assunzione: devo avvisare anche io l’INPS?

Sì. Secondo la Cassazione, la comunicazione del datore non basta. Se cambia la tua situazione lavorativa rispetto a quanto dichiarato nella domanda di pensione, devi comunicarlo tu.

Hai dubbi sulla tua situazione specifica? Passa alla CISAL La Spezia, in via Ugo Foscolo 72 — i nostri operatori sapranno aiutarti.

Articolo redatto a scopo informativo sulla base della normativa vigente. Per una valutazione personalizzata della propria situazione, rivolgiti agli operatori CAF CISAL La Spezia.

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