Dal 28 giugno 2026 è in vigore una legge (la n. 112/2026) che stabilisce per la prima volta cosa significa “giusto salario” secondo la Costituzione. Non introduce un minimo orario uguale per tutti, ma lega la retribuzione dovuta al contratto collettivo applicato nel tuo settore. Da maggio, inoltre, la busta paga deve indicare un codice che permette di verificare quale contratto ti viene davvero applicato.
Cos’è un CCNL, in parole semplici
Il CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) è l’accordo che sindacati e associazioni datoriali firmano per un intero settore — commercio, turismo, metalmeccanica, trasporti — e che stabilisce livelli di inquadramento, minimi salariali, orario, ferie, permessi, tredicesima e altri diritti. Non lo negozi tu individualmente con il datore di lavoro: si applica a tutti i dipendenti di quel settore, in base al tipo di attività dell’azienda.
Il problema è che in Italia possono esistere, per lo stesso settore, più CCNL diversi, firmati da sigle sindacali e datoriali diverse, con condizioni economiche anche molto distanti tra loro. Alcuni di questi contratti sono firmati da organizzazioni poco rappresentative e offrono trattamenti più bassi: sono i cosiddetti “contratti pirata”.
Giusto salario non è salario minimo: la differenza che conta
È l’equivoco più comune, quindi va chiarito subito: la nuova legge sul giusto salario non introduce un salario minimo orario fissato per legge, come esiste in Germania, Francia o Spagna. In Italia la strada scelta è diversa.
La legge dice che il giusto salario previsto dalla Costituzione (art. 36) è quello stabilito dal CCNL firmato dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative del tuo settore. In pratica: non un numero unico uguale per tutti i lavoratori italiani, ma un riferimento che cambia da settore a settore, a seconda del contratto collettivo di categoria.
Questo significa che il giusto salario di chi lavora nel commercio a La Spezia non è lo stesso, né nel valore né nella composizione, di quello di chi lavora nel turismo o nel settore portuale: ogni CCNL ha il proprio.
Cosa entra nel calcolo del giusto salario
La legge chiarisce anche cosa conta come retribuzione ai fini del giusto salario: si parla di Trattamento Economico Complessivo (TEC), cioè l’insieme di tutte le voci fisse e ricorrenti previste dal contratto collettivo. Rientrano nel TEC, ad esempio:
- la paga base mensile
- la tredicesima e, se prevista, la quattordicesima
- indennità fisse (come quelle di mansione o di reperibilità, se continuative)
- il welfare aziendale riconosciuto a tutti i dipendenti (buoni pasto, assistenza sanitaria integrativa)
Restano invece fuori dal TEC i premi occasionali, i bonus una tantum e gli aumenti individuali negoziati con il singolo lavoratore, perché non sono voci fisse garantite a tutti.
Come verificare la propria situazione
Dal 1° maggio 2026 ogni busta paga deve riportare un nuovo dato: il codice alfanumerico unico assegnato dal CNEL al contratto collettivo applicato. Lo trovi solitamente vicino alla voce “contratto applicato”, “CCNL” o “codice contratto”, nella parte alta del cedolino.
Questo codice ti permette di verificare, in modo oggettivo, quale CCNL ti sta applicando davvero il tuo datore di lavoro — anche se sulla busta paga il nome del contratto non ti è familiare. Il codice è consultabile pubblicamente sul sito del CNEL, nella sezione dedicata all’Archivio dei contratti collettivi.
Se lavori a La Spezia nel commercio o nel turismo legato alle Cinque Terre, un buon controllo pratico è confrontare il codice indicato in busta paga con il CCNL che ti aspetteresti per il tuo settore di attività.
Domande frequenti
Quindi ora c’è il salario minimo in Italia?
No. La legge sul giusto salario non fissa un importo minimo orario uguale per tutti: fa riferimento al contratto collettivo del tuo settore.
Se scopro che il mio contratto non è quello giusto, ho diritto a un rimborso automatico?
Non automaticamente. La norma stabilisce il principio, ma manca ancora una lista ufficiale e certificata di quali CCNL siano comparativamente più rappresentativi per ogni settore. In questi casi è necessaria una valutazione specifica della singola situazione.
Dove trovo il codice CNEL sulla mia busta paga?
Di solito accanto alla voce che indica il contratto collettivo applicato, nell’intestazione del cedolino. Se non lo trovi, puoi chiederlo direttamente al datore di lavoro o al consulente del lavoro.
Hai dubbi sulla tua situazione specifica? Passa alla CISAL La Spezia, in via Ugo Foscolo 72 — i nostri operatori sapranno aiutarti.
Articolo redatto a scopo informativo sulla base della normativa vigente. Per una valutazione personalizzata della propria situazione, rivolgiti agli operatori CAF CISAL La Spezia.
